Critica fotografica
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Soglie intervista Manuela Innocenti
![]() Manuela Innocenti abita dalle parti di Livorno. E' fotografa da pochi anni, o, meglio, da pochi anni usa la macchina fotografica per esprimersi. In realtà, Fotografa, lo è da sempre, solo che prima usava altri mezzi per esprimere sensazioni. Pittura, scrittura, parole, gesti. Ora ll suo mezzo sembra essere "mirino e obiettivo", e alcuni risultati sono visibili in due gallerie che pubblichiamo, anche se, pure questo conta poco. Forse riuscirà a pubblicare libri di fotografia, probabilmente tra poco ci sarà una sua mostra, nei pressi di Livorno, ma l'unica cosa importante, per Manuela Innocenti, è che, con una macchina che fa immagini, o una penna o solo una passeggiata, possa continuare a esprimere quello che davvero lei stessa è.
Questa la nostra intervista:
Soglie: come mai hai iniziato a fare foto? Innocenti: ho iniziato a fotografare, nel senso più passionale del termine, circa due anni fa, dopo un periodo abbastanza faticoso della mia vita. Nella fotografia ho trovato la mia "via" per esprimere me stessa, i miei sentimenti, le mie emozioni, quello che sono. Soglie: cosa vuol dire: "nel senso più passionale"? Innocenti: è dura da interpretare questa parola, per me, "passione" è quello che mi tiene in vita, anche se a volte è difficile trovare un qualcosa, anche quando ci sono mille problemi e magari quel qualcosa non ti va neanche benissimo, c'è sempre un altro qualcosa che ti dice che va bene, comunque che in fondo un motivo c'è. Ho iniziato a fare fotografia per quel qualcosa, e per per me quel qualcosa si chiama Passione. Soglie: quindi fare foto è passione, e per esprimerla al meglio ci metti lavoro e dedizione? Innocenti: Sì, e poi è anche divertimento. Conoscere posti e persone. E questa passione e questo divertimento, in realtà, sono anch'essi solo strumenti; quello che c'è sotto a queste due parole, è la mia felicità. Per me creare è felicità. Soglie: ti definisci "creativa"? Innocenti: lo sono sempre stata, adesso concretizzo questo mio essere attraverso la fotografia. Soglie: e prima come lo concretizzavi? Innocenti: fin da piccola disegnavo, poi ho iniziato a scrivere i miei pensieri, ora ai pensieri cerco di dare forma catturando con l'obiettivo Soglie: parlaci dell'iter che passa da quando hai una idea fino a quando si vede la tua foto. Innocenti: varia parecchio, io non sono abitudinaria per natura; faccio sempre cose diverse in maniere differenti. A volte penso a qualcosa, scatta un'idea e parto alla ricerca della realizzazione della stessa. Mi fermo, magari per molto, poi in due secondi scatto. O il contrario, vedo una cosa, scatto e scatto senza fermarmi. Soglie: che strumenti usi? Analogico o digitale? Innocenti: uso quasi prevalentemente il digitale, anche se ho provato qualche volta in analogica. Ma per me conta poco, è solo un mezzo. Soglie: preferisci raccontare una storia con molti scatti, o ogni scatto fa storia a sé? Innocenti: a volte lo scatto è unico, inizio e fine della storia che ha in sé, a volte sono dei progetti, delle storie corredate di immagini. Soglie: che genere di foto ami? Innocenti: amo la fotografia concettuale, astratta, ma anche la street photography e i reportage, e sicuramente, adoro fare i ritratti. Soglie: cosa cambierebbe nella tua vita se da domani non potessi più fare foto? Innocenti: cambierebbe moltissimo credo, mi sentirei privata di una parte di me. Soglie: quale? Innocenti: si chiuderebbe la mia porta, non riuscirei più a vedere quello che c'è fuori, non riuscirei più a portarlo dentro. Ed è una porta strana, di quelle girevoli: porta dentro quello che c'è fuori, e fuori quello che ho dentro. Soglie: cosa vorresti fare delle tue foto? Innocenti: vorrei lasciare traccia di questa porta girevole, non voglio altro. Soglie: ci sei riuscita, fino adesso? Innocenti: poco o molto non lo so, ma sì, qualcosa ho fatto. Quello che voglio è che quella porta somigli sempre di più a me, e che quando una persona la attraversa, guardando una mia foto, poi sappia chi sono io, e che, forse, riesca a trovare un piccolissimo pezzetto di sé, prima di uscire. E così, davanti a quella porta girevole, finisce l'intervista. Mettiamo due link alle opere di Manuela Innocenti che abbiamo pubblicato e il link al suo sito.
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