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Critica fotografica

In rete

Viva l'Italia

 
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Noi italiani spesso arriviamo in ritardo, e questa volta il ritardo è stato lungo, grave, paralizzante. Il resto del mondo, sia a est sia a ovest, sia a sud sia a nord, ci ha anticipato di un anno e più.
Gli Stati Uniti, Il Giappone, patrie di Arte e di Cultura, addirittura ci hanno preceduto di quasi due anni.
In rete correva la notizia da tempo, e noi italiani, noi Brava Gente eravamo in trepidante attesa. Insomma, noi, Ultimi dei G8, Ultimi persino degli Ultimi, forse a breve avremmo raggiunto la Civiltà.
I ragazzi, come spesso accade nelle popolazioni più evolute, sono stati i primi a capire il problema, i primi a sollevare la questione, e così come l'Avanguardia di inizio Novecento a Parigi, sono stati i Primi a guardare Altrove. I primi, spinti dall'emotività e dalla voglia di sapere, i primi, con la loro necessità di cambiamento, i primi, con la loro spinta verso il Nuovo, verso il Diverso, i primi, con la loro capacità di ribellarsi alle vecchie Forme, alla muffa delle istituzioni, all'esteriorà precostituite, imposte da vecchie e accreditate sovrastrutture etiche che ci intrappolano nella consolidata e rassicurante esperienza del "tutto non deve cambiare", a capire che Altrove è la Via, l'Innovazione, la Libertà. Subito, loro, hanno appreso che il Movimento è sì inizialmente espressione di gusto estetico, ma poi questo diviene simbolo di una Nuova Rinascita Interiore.
E anche i vecchi ne parlavano, almeno quelli non fossilizzati nel Passato, quelli che vivono ogni giorno come se fosse l'ultimo, ma guardando avanti come se vivessero per sempre. Quei vecchi lo avevano capito, ambito, voluto, come un piccolo gradino di un Monaco Zen, capace di sentire più che di intuire, che la Strada e Il Fine sono due nomi di un unico concetto chiamato Esistenza.
E il telegiornale, il Tg1, ieri ce ne ha dato finalmente notizia. Notizia apparsa come la Nuova  Liberazione e non da una stupida Guerra con Stupidi Morti e Stupidi Princìpi. Ma come la Vera, Grande, Definitiva Liberazione dal Passato.
Il cuore finalmente ha trovato "il prossimo battito" e noi non siamo più intrappolati nel Presente, che subito diventa Passato, ma guardiamo avanti, sicuri che anche noi siamo Futuro, Siamo Europa, Siamo Mondo.
La notizia è apparsa, giustamente, come la più importante.
Altro che Beghe di Governo, altro che Rom, impronte digitali, piccole libertà di una democrazia ancora in crescita, con tutte le squallide contraddizioni Destra-Sinistra, Musulmani-Cristiani. E basta, basta con tutti questi patetici e inutili pressapochismi dei cortei di Grillo e della Volgarità della Guzzanti e basta coi discorsi che una qualunque Carfagna possa portare una Piccola Crisi di Governo e basta colle tasse e i poveracci che non arrivano neanche alla terza settimana del mese, basta con tutti questi meschini problemi del Salario e della Disoccupazione, e dell'Immondizia.
Basta: adesso l'Arte, la Rivoluzione, l'Idea, sono arrivate anche da noi. Noi abbiamo il Progresso, noi saremo Emancipati e Felici, ce lo ha detto il Tg1, ce lo ha confermato il Tg5: non siamo più l'Ultima Ruota del Carro, non siamo più dei Condannati alla Morte della Speranza, adesso siamo Liberi come tutto il resto del mondo, perché ormai è ufficiale, anche noi, Italiani, anche noi, Brava Gente, da oggi possiamo comprare l'Iphone.
Viva l'Italia.
 
Alessandro Mazzi
 
 
(foto di Alexander Gardner: l'ultima notte del condannato a morte Lewis Payne, 1895)


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