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Critica fotografica

In rete

Sul perché di un omicidio

Fa caldo. Mi sveglio e tu dormi ancora, alla mia destra, nuda.  

Le lenzuola sono per terra. Hai una punta di saliva quasi solidificata nell'angolo sinistro della bocca. Sei immobile. Sono stanco, non ho voglia di alzarmi, non ho voglia che ti svegli. Dovresti restare così. Almeno fino a quando io troverò le forze per alzarmi e per capire cosa fare. Per sistemare la mia roba nella borsa e per partire. E per darmi un po' di vantaggio prima di telefonarmi. Il tempo che io abbia mandato qualche sms e spento il cellulare. Prima di andare in un negozio e comprare una nuova sim. Una nuova sim con un nuovo numero di telefono, che servirà solo per chiamare. Rigorosamente anonimo. Non voglio che nessuno mi chiami mai più. Non voglio più sentire la suoneria, non voglio più ascoltare nessun campanello, nessun citofono. Silenzio. Non voglio più ascoltare la gente che parla al mercato. Vorrei vivere a casa, ordinare il cibo con internet. Pagare con carta di credito per non dover dare i soldi al fattorino e invece fargli lasciare il pacco sul pianerottolo. Aspettare che se ne vada e poi andare a prenderlo. La gente mi fa schifo tutta. Mi fai schifo tu che dormi nuda con quel pezzo di saliva solidificato, ormai, nell'angolo della bocca. Sei tutta lì, tu, in quel pezzo di bocca. Così bisognosa che qualcuno ti pulisca. Pronta a dare tutto per un fazzoletto.

 

  • - Ciao.
  • - Oi, buongiorno, dormito bene?
  • - Benissimo amore, e tu?
  • - Bene, bene.
  • - Vieni qua, dammi un bacio.

 

Un bacio. Un ba-cio in mezzo a quel pezzo di saliva solidificato. Eccoti il bacio, amore liquido, incollati a me.

 

  • - Cosa facciamo oggi?
  • - Boh, non ne ho mica idea io, tu?
  • - Non so, potremmo andare alla mostra di Klimt.
  • - Sì, non fosse che io odio Klimt sarebbe una buona idea, in effetti.
  • - Come odi Klimt, amore? Ne avevamo parlato e mi avevi detto che lo amavi anche tu.
  • - Ma no, non è vero affatto.
  • - Ma che stronzo, ricordo benissimo, bugiardo che non sei altro.
  • - Ma no, davvero, è impossibile, a me Klimt fa davvero schifo, ti assicuro.
  • - Io ti picchio. Guarda che mi ricordo benissimo, dicevi che lo amavi, era una delle nostre prime conversazioni, io ti avevo detto quanto mi piaceva.
  • - Hm, mi sembra davvero strano.
  • - Ma che strano e strano, bugiardo, lo avevi detto.
  • - Magari ti confondi, avevi detto Ernst o Klee.
  • - Ma che stronzo.
  • - Va be', se vuoi andiamo alla mostra, dai.
  • - Ma no, cretino, se non ti piace che ci andiamo a fare?
  • - Non so, tu guardi il geniale Klimt e io guardo il tuo culo?

Me la sono cercata. Si incolla a me. Mi viene un'erezione e la scopo.


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