Critica fotografica
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Sul perché di un omicidioFa caldo. Mi sveglio e tu dormi ancora, alla mia destra, nuda.
Le lenzuola sono per terra. Hai una punta di saliva quasi solidificata nell'angolo sinistro della bocca. Sei immobile. Sono stanco, non ho voglia di alzarmi, non ho voglia che ti svegli. Dovresti restare così. Almeno fino a quando io troverò le forze per alzarmi e per capire cosa fare. Per sistemare la mia roba nella borsa e per partire. E per darmi un po' di vantaggio prima di telefonarmi. Il tempo che io abbia mandato qualche sms e spento il cellulare. Prima di andare in un negozio e comprare una nuova sim. Una nuova sim con un nuovo numero di telefono, che servirà solo per chiamare. Rigorosamente anonimo. Non voglio che nessuno mi chiami mai più. Non voglio più sentire la suoneria, non voglio più ascoltare nessun campanello, nessun citofono. Silenzio. Non voglio più ascoltare la gente che parla al mercato. Vorrei vivere a casa, ordinare il cibo con internet. Pagare con carta di credito per non dover dare i soldi al fattorino e invece fargli lasciare il pacco sul pianerottolo. Aspettare che se ne vada e poi andare a prenderlo. La gente mi fa schifo tutta. Mi fai schifo tu che dormi nuda con quel pezzo di saliva solidificato, ormai, nell'angolo della bocca. Sei tutta lì, tu, in quel pezzo di bocca. Così bisognosa che qualcuno ti pulisca. Pronta a dare tutto per un fazzoletto.
Un bacio. Un ba-cio in mezzo a quel pezzo di saliva solidificato. Eccoti il bacio, amore liquido, incollati a me.
Me la sono cercata. Si incolla a me. Mi viene un'erezione e la scopo. |
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