Critica fotografica
In rete
|
Puzzle 4 PeaceSi può dire che internet non è solo svago. Dal sito: "Puzzle4Peace è un progetto d'Arte Solidale, un lungo percorso allegro, contagioso, artistico, informativo e per molti positivamente destabilizzante, che concluderà la prima edizione nel 2008, quando oltre 22.000 pezzi di puzzle, ciascuno grande 60x60cm, daranno vita alla più grande opera d'arte contemporanea pluri-partecipata, il più esteso puzzle del mondo, un guinness dei primati di oltre 5.500 mq. Fino ad allora, i pezzi del puzzle, creativamente usati dagli artisti invitati o selezionati, daranno vita a festose installazioni ogni volta diverse, in giro per la penisola italiana, nelle piazze e nei locali notturni, nelle associazioni culturali e nelle aziende, nei negozi e nei teatri, negli expò e nelle associazioni no-profit, creando importanti momenti d'incontro, di festa e di promozione dell'arte e della creatività.". Ma ci si chiede: perché un'iniziativa del genere, che non è sponsorizzata in tv, che non ha cartelloni spalmati su tutti i muri delle città, che non ci stordisce le orecchie tutte le ore in radio, ha avuto un seguito così grande? ![]() ![]() La risposta sta in una sola parola, o meglio in pochi semplici termini tanto usati da chi bazzica nel web, e che forse è meglio chiarire, una volta per tutte, usando come esempio questo progetto veramente creativo e per una volta spontaneo. Dicevamo la sola parola: essa è web 2.0. Il Web 2.0 non è un nuovo software, né un marchio registrato per accedere in rete, è semplicemente un modo con cui convenzionalmente si è stabilito di chiamare la nuova era del web per differenziarla dalla prima. Infatti, sono state messe in atto nuove tecnologie che permettono la costruzione di siti, blog, progetti collettivi; non esiste di fatto quasi più il concetto di un io in rete, ma sempre più spesso di un noi, si pensa che il sapere è un bene collettivo, comune, basti pensare a Wikipedia, l'enciclopedia creata definizione dopo definizione dagli utenti della rete. La stessa parola "wiki" ("veloce" in lingua hawaiana) è utilizzata per descrivere quei siti creati e pensati da più di una persona, che permettono a tutti gli utenti di dibattere sugli argomenti in qualsiasi momento, e quindi di intervenire, modificarne il contenuto. Wiki è l'opposto del blog vecchia maniera, che vedeva un attore sul palco e molti spettatori in platea; ora ci sono molti attori sul palcoscenico, per di più senza copione, attori presi dalla strada, come un film neorealista, e forse in platea a guardarsi dopo, sono proprio loro stessi. Una community autosufficiente, che man mano cresce, ma che, grande o piccola che sia, si informa, conosce e si autoalimenta. Quello che oggi è sottovalutato del mondo web 2.0, e del mondo wiki, è che è un ottimo modo per combattere la disgregazione sociale. Torniamo infatti al nostro caso: i Puzzle4Peace. Loro con questi happening non solo hanno sensibilizzato le scuole, le istituzioni, semplici visitatori del sito, casuali passanti alle loro performance, all'arte e alla cultura della socializzazione, del creare qualcosa che unisse i popoli per la pace (e quale simbolo migliore se non un puzzle...). Ma hanno anche, a fine percorso indetto un'asta del mega- puzzle per finanziare dei microcrediti nel mondo, di sostenibilità ambientale, di mediazione culturale. Hanno diversi progetti con le scuole italiane per sensibilizzare gli adolescenti ad una maggiore sensibilità ai processi sociali, attraverso il gioco, l'allegria, la loro parte ludica. Le loro attività, le loro idee, sono veramente tante, creative, artistiche e stimolanti, davvero da non perdere. Potete informarvi sulle loro iniziative, dare uno sguardo alle loro opere, guardando il loro sito. Claudia Bortolotti |
Gallerie
Fotografia
Storie
|