Dal sito: "Milano, Dicembre 2007. Un'aiuola spartitraffico in una delle vie più frequentate di Milano ha preso nuova vita. L'attacco di guerrilla gardening è cominciato alle 22:30, in grande fretta, ed è finito alle 22:49. Il tutto sotto gli occhi di decine di persone affacciate alle finestre che si chiedevano cosa stessero facendo quei tre pazzi con vanghe e badili. L'aiuola è stata adottata dal phone center di fianco all'aiuola, dove un prode pakistano di nome John (dice lui, ?) promette di innaffiare regolarmente. Piante utilizzate: Erica, Crisantemo, Skimmia, Pachisandra. Guerrilla uno, Milano zero.".
Così la cronaca riporta fedele con tanto di fotografie:

E' solo una delle testimonianze postate sul sito di questa interessante community.
Il guerrilla gardening però non è un'invenzione italiana, è anzi un movimento nato negli anni '70 in America, più precisamente a New York. Viene chiamato dagli attivisti "Giardinaggio politico", una forma di azione diretta non violenta praticata da gruppi di ambientalisti allo scopo di rilevare terre abbandonate, terre di nessuno, per salvarle dal degrado, e quindi per coltivarle, farci crescere così piante e fiori.
Certi gruppi compiono le loro azioni, detti "attacchi", durante la notte, con fiori, semi, piante e tutti gli strumenti di giardinaggio possibili, si recano in loco per abbellire l'aiuola o porzioni di giardini prestabiliti.
Ma non è facile quanto sembra, infatti, se già avere il pollice verde pare essere una cosa non per tutti, alla voce "Consigli e Idee", parole come, perlustrazione pomeridiana, evitare luoghi troppo affollati, non preparare attacchi dando troppo nell'occhio, compiere il lavoro nel più breve tempo possibile, danno l'idea di una passione veramente stimolante ma... adrenalinica.
Essere sensibili verso il tema ambiente è una qualità che accomuna i guerriglieri di certo, ma io credo che il termine "Urbano" sia adatto per connotare ulteriormente queste azioni che vengono portate avanti.
Infatti tutti gli "attacchi" vengono fatti in città, ciò che sta a cuore, quindi, è anche la ricerca del bello nel degrado della città, voler vedere dei colori nel grigiore che ci circonda, probabilmente sono cittadini che tengono al loro quartiere e che sono affezionati alle loro strade, alle loro origini, magari anime romantiche ancora convinte che un fiore possa cambiare il mondo, oppure, se non altro, migliorarlo.
Questo è il loro sito.
Claudia Bortolotti