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Mangiomele (soggetto per lungometraggio)MANGIOMELE SINOSSI Mangiomele
Anna è dentro a un flipper. Sbatte senza protezione da una parte dall'altra, passa tunnel, fa punteggio. Non ha direzione, né chances di uscirne, per ora. E' in quello strano luogo da poco tempo, si è ambientata nei suoi quattordici anni senza difficoltà perché non sa come si possa vivere diversamente. Nel suo primo anno di scuola superiore è come un pesce in un acquario che non è diverso da una pallina nel flipper, e questo Anna lo sa, lo percepisce distintamente, sente che i suoi movimenti, fossero fluidi e direzionali, portebbero comunque a perdersi in sé. Anna si trova su questa specie di linea di confine, che separa, stringe e oscilla, e Anna è qua, ma anche là, uno splendore o un abisso secondo lo sguardo. Nessun luogo è più terra di confine dell'adolescenza, che separa, mescolandole in modo confuso, giovinezza e infanzia. In quel luogo ogni cosa appare possibile. E Anna nuota e sbatte, senza sorrisi e senza senso, prova le cose, le annusa, le assaggia, sputa e mastica, spalanca gli occhi e li socchiude al sole quando è troppo forte, ma ci va addosso, senza paura, eroina manga senza regno. Anche Carla, la prof d'italiano, sta nel flipper. Da molto. Suo malgrado ha imparato a fare i punteggi facili, va avanti e indietro dalle due pareti opposte del campo, controllando la potenza, nascondendosi negli anfratti di se stessa. Come quei pesci che stanno sotto la sabbia, e spiano con gli occhi sul dorso tutto quello che succede sopra. Vuole mangiare, Carla. Anche lei avrebbe voluto essere come Anna e provare tutto. Se superi i tre milioni di miliardi di punti, forse sarai libero. Ma con la strategia dell'ignavo il punteggio non si raggiunge mai. Quindi sta lì, acquattata. Osserva Anna stizzita. Cos'ha quel ragnetto che lei non ha? SOGGETTO Mangiomele
Quarta ginnasio, non conosco nessuno. Entro in classe, guardo le altre e so di essere tra le più carine, sicuramente la più strana e da osservare. Tutto frutto di studio: look primo giorno di scuola. Mi rilasso. Ci sono tre file di banchi. Scelgo quella in mezzo, il posto più centrale. Chi mi vuole vicino, deciderà di farlo. Poco dopo arriva Paolo. Si presenta. Magrolino. Occhi grigi. Mi allunga la mano con fare di altri tempi. Sorrido e lo conquisto. |
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