Soglie - vai alla home pageAida in Damascus Citadel

Critica fotografica

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lacrime

Si incontrano in milioni, bagnati. Spinti dalle stesse forze, gioie immense o forti dolori, pressoché mai fisici.
Arrivano da porte strette senza conoscere la loro stessa provenienza, si scrutano.
Spesso si trattengono dall'incontrarsi, fissano per attimi entità identiche a loro e scappano, tornando nei luoghi da dove sono venuti, tornando all'ignoto.
Altre volte invece si corrono incontro e si tengono la mano, più sono, più si fanno coraggio...
si raggruppano sui lati di questo bizzarro spiazzo scivoloso e colorato di verde e azzurro, oppure compiono infermi passi sulle nere colonne ai lati di esso.
Improvvisa, l'oscurità li coglie, la piazza si chiude, le colonne sbattono in un dolce terremoto...
Lenti si incamminano in una lieve discesa asciutta, più o meno consci di ciò che li aspetta; arrivati alla sommità tutti provano a trattenersi, anche i più consapevoli si pentono del loro percorso, si vergognano della loro debolezza, vorrebbero tornare, ma folla e gravità li spingono e, piangendo, si lasciano andare.
La morte li accoglie nei più disparati modi: il terreno, la stoffa, il legno, il marmo...
Una sola speranza resta loro per sopravvivere, che delle labbra si accostino per riceverli, li accolgano e facciano sì che il loro incontro non sia stato vano.
Baciare una lacrima: unico modo per interrompere il suo cammino senza vederla morire, null'altro.
 
Simone Bernardi 


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