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Critica fotografica

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Gisèle Freund - Fotografia e società

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Gisèle Freund - Fotografia e società - Piccola Biblioteca Einaudi - Einaudi - Euro 18,50

E' un volume molto importante, per diversi motivi.
L'autrice (1909-2000) è stata una pensatrice e fotografa molto sostanziosa. Era amica di Walter Benjmin, e allieva di Adorno (insomma, i due pensatori-letterari-filosofici più importanti del secolo scorso), fu protagonista della "Scuola di Francoforte. Unì la sua esperienza di fotografa (molto apprezzata, in specie come ritrattista), alla letteratura. Nei suoi scritti (pochi in italiano, purtroppo) si "vedono le immagini" e nelle sue foto si "leggono i pensieri", oltreché le sensazioni. (Dimostra, in poche parole, come uno scrittore migliorebbe la sua prosa, capendo di foto, e un fotografo migliorebbe le sue immagini, esercitandosi colla scrittura)

 Questo libro analizza la cultura francese, dal 1820 al 1970. La analizza trovando i legami tra esperessioni artistiche e il "mondo". Usando il sistema positivistico e sovrarazionale - per alcuni versi - di Benjamin, la Freund riprende questo accostamento cultura-arte portandosi fino al pensiero di riproducibilità di un autore. Quello che in seguito l'astrattismo arriverà a dire: "la fonte di ispirazione può portare alla visione di un'anguria partendo da un quadro di Monet" lei lo anticipa con: "l'ispirazione che ci dà una foto ci porta alla sua modificazione e, attraverso di essa, la serie di reazioni porteranno mille "nuovi autentici-falsi" (l'ossimoro dell'ultima frase è esempio di un uso molto utilizzato dalla scuola di Francoforte, in parte come vezzo lettarario, molto più come paradosso filosofico).
A metà libro ci sono una ventina di pagine-foto analizzate dall'autrice.
Molto interessante.


Fotografia

· fleurs
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· scanno
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