Soglie - vai alla home pageAida in Damascus Citadel

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l'ultimo pensiero

Il giorno che mi uccise eravamo in un bar. Ero in licenza, c'era la guerra. Avevo la divisa, lei un vestitino beige in lino, con piccoli fiori blu. Le luci erano suffuse e sul tavolo c'era una candela. Lei aveva rossetto rosso su una bocca che, ragazzi miei, che bocca. Era un locale raffinato, il cameriere ci riempiva i bicchieri di champagne, c'era un'orchestra che suonava. Lei rideva e io la guardavo come si guarda la speranza e l'amore. Sapevo che la serata sarebbe proseguita in albergo e che li avrebbe dato il suo corpo e il suo cuore. Ero felice, forse troppo felice, quando lei, sempre sorridendo, prese la sua piccola borsetta beige in mani, mise la mano dentro, estrasse una graziosa pistola in madre perla. Mi guardò e sparò due colpi che mi colpirono in petto. La felicità non fece in tempo ad andar via, si fuse al mio pensiero, l'ultimo: perché mi hai ammazzato, amore mio?


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