Critica fotografica
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Argomento: foto
terre alte
"la nostra fantasia è un pezzo di stoffa colorata che freme su un valico. Le nostre montagne sono quelle dei pazzi, dei poeti, dei banditi e degli innamorati... Ogni ora trascorsa in montagna, ogni salita è un bel libro, sfida le nostre forze e la nostra intelligenza, ci dona un momento di gioia. Come l'arte: 'lo scopo dell'arte' ha detto lev tolstoj' non è quello di risolvere i problemi, ma di costringere la gente ad amare la vita. se mi dicessero che posso scrivere un libro in cui mi sarà dato di dimostrare per vero il mio punto di vista su tutti i problemi sociali, non perderei un'ora per un'opera del genere. Ma se mi dicessero che quello che scrivo sarà letto fra vent'anni da quelli che ora sono bambini, e che essi rideranno, piangeranno e si innamoreranno della vita sulle mie pagine, allora dedicherei a quest'opera tutte le mie forze'... la montagna, come la parola, è una zattera contro il caos... Chi non accetta avventure e rischi, chi rifiuta la natura ed è interessato solo al proprio tornaconto, alla sicurezza e alla stabilità... perderà la gioia di vivere e cancellerà il suo paesaggio interiore: che ne sarà delle forre, delle sorgenti, delle nuvole e dei venti, delle cime e degli abissi dentro di lui? " carlo grande "terre alte" ponte alle grazie, 2008 letture a margine di periodi storici bui, di parole grevi, di ferie snaturate, di montagne consumistiche e di salvataggi urlati. massimo ginesi
Campo de' fiori - una vita sulle corde
Non si può mai sapere che cosa si deve volere perché si vive una vita soltanto e non si può né confrontarla con le proprie vite precedenti, né correggerla nelle vite future. [...]. Non esiste alcun modo di stabilire quale decisione sia la migliore, perché non esiste alcun termine di paragone. L'uomo vive ogni cosa subito, per la prima volta, senza preparazioni. Come un attore che entra in scena senza avere mai provato. Ma che valore può avere la vita se la prima prova è già la vita stessa? Per questo la vita somiglia sempre ad uno schizzo. Ma nemmeno "schizzo" è la parola giusta, perché uno schizzo è sempre un abbozzo di qualcosa, la preparazione di un quadro, mentre lo schizzo che è la nostra vita è uno schizzo di nulla, un abbozzo senza quadro. (Milan Kundera) (massimo ginesi)
topo pazzo
per me scalare ha il valore aggiunto di servire a niente. nella grande officina quotidiana degli sforzi dedicati a un vantaggio, a un tornaconto, scalare è finalmente affrancato dal dovere di essere utile. Disobbedisce alla legge di mercato che prevede contropartite all'investimento, al rischio. (erri de luca)
ciò che mi spaventa di più sarebbe il fatto di accorgermi, nel giorno della mia morte, che la mia vita è stata soltanto una superficie piana, un vuoto che esprime l'assenza di sensazioni (marco siffredi)
n.d.r. - marco siffredi era uno che attraversava monti con la tavola da surf e che ha lasciato sospesa la sua ultima traversata infilandosi a 23 anni giù per la parete nord del Chomolangma nel 2002. Topo pazzo è il nome di una via ad arnad, dove se ne è andato - infiniti anni prima (1979) - uno straordinario attraversatore di monti che si chiamava ernesto e con il quale ho scoperto, oggi, di aver condiviso diversi topi...
il lupo della steppa
"Per questo mondo odierno, semplice, comodo, di facile contentatura, tu hai troppe pretese, troppa fame, ed esso ti rigetta perchè hai una dimensione in più. h.hesse
Povera ma felice
Passa le sue giornate cantando suoni lontani
"cinque giorni un'estate"
Per le foto, come per tutto, occorrono principalmente due, semplicissime, cose. Avere qualcosa da dire, sapere dirlo. E da qui, ovviamente, si passa a contenuto e tecnica. In milioni di critiche c'è chi dice che l'attrezzatura è fondamentale, in altre che di fondamentale c'è solo la tecnica, in altra ancora si dice che nulla conta, a parte il talento. Io ho sempre pensato che per creare qualsiasi opera artistica, sia necessario avere tutte le componenti, che se non hai nulla da dire te ne fai un baffo della tecnica, e che se non hai un tecnica, il tuo qualcosa resta un'idea. Poi, però, vediamo foto come "madre o moglie dell'artista" di Nadar, o leggiamo alcuni primissimi racconti di Victor Hugo e capiamo che ciò, non sempre, è vero. Che, a volte, il qualcosa da dire trascende l'autore stesso e la sua capacità di espressione. Leggi tutto... (1167 byte rimanenti)
ora so...
... che bisogna alzare le vele
(e. lee master "antologia di spoon river" - george gray)
finzione e realtà
Ci sono due modi per fare una foto bella. Il primo è un resoconto, al meglio delle possibilità tecniche. Il secondo è una nuova visione di una precostituita realtà (uno dei motivi per cui è nato Soglie). Leggi tutto... (1503 byte rimanenti)
Soglie
Questa è la "nostra" foto. Leggi tutto... (791 byte rimanenti)
gesti teatrali
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simboli
La difficoltà che un fotografo può incontrare per un'immagine a carattere simbolico è la precisione della forma. Per forma non si intende soltanto esposizione, tempo e quant'altro. Ma si parla di un'altra "esposizione". Quella che ti consente di non enfatizzare un concetto e di non minimizzarlo. Quella che ti indica che "forma è sostanza". Quella che non ti fa soffermare nel particolare del simbolo, ma che ti riporta direttamente all'interno di esso. E' questa la "caratteristica" che lega, per soglie, il modo di fare fotografia col modo di scrivere, la visione di un pittore colla mistica di un poeta. In questa foto, tutto è in funzione del risultato finale. Non c'è ego, non c'è smisura nei protagonisti visivi. Il tutto non è accompagnato da quel sentimentalismo bieco e dannoso che spesso caratterizza questo genere di immagini. Essenziale e con contraltari che felicemente cadono, quasi, nell'inerzia. Leggi tutto... (26 byte rimanenti)
avventure della ragazza cattiva
un romanzo di vargas llosa, un periodo della vita, un qualcuno che attraversa la propria e la tua vita come un campo prima minato e poi arato senza seminar nulla. sensazioni, suggestioni ed una immagine che le racchiude |
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